S. Paoli, L’occidente transculturale al femminile, Mimesis, Milano 2019

Emine Sevgi Özdamar, Rita Ciresi e Yasemin Şamdereli. Le prime due scrittrici. La terza filmmaker. Özdamar e Şamdereli turco-tedesche, Ciresi italo-americana. Tre artiste, ognuna delle quali non appartiene a una specifica cultura, da cui pur proviene, né aderisce a quella di arrivo, a cui pure appartiene. Tre donne che appartengono a minoranze, e ognuna a una minoranza – quella femminile – dentro una minoranza. Il loro lavoro è il frutto di un incontro in divenire tra culture diverse e intimamente vissute.


Zeitschrift für Wortbildung. Journal of Word Formation (ZWJW)

Zeitschrift für Wortbildung / Journal of Word Formation (ZWJW) is an open access and double-blind peer reviewed international journal published by Peter Lang. ZWJW publishes papers with respect to any language and linguistic field, e.g. morphology, syntax, lexicology, phonology, semantics, pragmatics, language history, typology, dialectology, language acquisition, language contact.


G. Rocco, E. Schafroth (a cura di), Vergleichende Diskurslinguistik, Peter Lang, Frankfurt am Main 2019

Der Band umfasst aktuelle Themen und Probleme der Vergleichenden Diskurslinguistik sowohl aus theoretischer als auch aus methodologischer und forschungspraktischer Perspektive. Zu den behandelten Sprachen und Sprachräumen (deutsch, englisch, französisch, italienisch, polnisch, portugiesisch, spanisch, türkisch) werden Diskursanalysen zu aktuellen gesellschaftlichen Aspekten wie Migrations-, Bildungs- und Verfassungspolitik, Integration, Familie, öffentlicher und medialer Sprachgebrauch, Euphemismen, Multimodalität in Comics sowie emotionale Sprache im juristischen Kontext durchgeführt sowie grundsätzliche Überlegungen zur Theorie und Methodologie einer Vergleichenden Diskurslinguistik angestellt. Die Autorinnen und Autoren arbeiten in den Bereichen Germanistik, Romanistik, Vergleichende, Angewandte und Multimodale Linguistik sowie Anglistik.


G. Cosentino, Grammatik der Prosodie für Deutsch als Fremdsprache, Erich Schmidt Verlag, Berlin 2019

Ziel des Buches ist es, eine umfassende formale und funktionale Analyse relevanter Aspekte der deutschen Prosodie vorzunehmen und Anknüpfungspunkte für eine Didaktisierung im DaF-Bereich herzustellen.
Im deutschen Sprachsystem ist die Prosodie das Hauptkodierungsmittel der Informationsstruktur und erfüllt zahlreiche sprachliche Funktionen, die als Teilbereich der Grammatik anzusehen sind. Nach einem Überblick über die Gebiete der Prosodieforschung und die grammatische Funktion der Prosodie als Hauptkodierungsmittel der Informationsstruktur wird ein praktisch erprobtes Unterrichtsmodul zur Grammatik des Akzents vorgestellt. Die Inhalte des Unterrichtsmoduls werden schrittweise präsentiert und in Unterrichtseinheiten zusammengestellt. Im Anschluss wird der Ablauf und Erfolg des Prosodie-Moduls dargestellt. Als empirische Basis für die Dokumentation dient die auditive und akustische Analyse eines Datenkorpus, das aus von italophonen DaF-Studierenden vorgelesenen Texten besteht.


Hugo von Hofmannsthal, Elena Raponi (a cura di), Le opere come spazio spirituale della nazione, Morcelliana, Brescia 2019

Zeitschrift für interkulturellen Fremdsprachenunterricht. Jahrgang 24, 1, 2019, Themenheft FACHSPRACHE

Con contributi di: Carolina Flinz, Ursula Paintner & Benjamin Schmäling, Alexander Bleistein, Christina Kuhn, Sandra Drumm, Brigitte Jostes & Antoinette Meiners, Evelyn Röttger, Antje Nolting, Nadja Radtke.
Link all’indice: tujournals.ulb.tu-darmstadt.de/index.php/zif/issue/view/76


V. Di Rosa, J. Röhnert (a cura di), Im Hier und Jetzt . Konstellationen der Gegenwart in der deutschsprachigen Literatur seit 2000, Böhlau Verlag, Köln-Weimar-Wien 2019

Die jüngste deutschsprachige Literatur erfreut sich neuerdings wachsenden Interesses im wissenschaftlich-kulturellen Diskurs. Der Band zielt darauf, das Prisma der Gegenwart in der Vielfalt ästhetischer Positionen zu durchleuchten. Leitkriterium der Beiträge ist einerseits die theoretische Auseinandersetzung mit den veränderten Entstehungsbedingungen von Literatur, zu denen die digitale Wende sowie die Krisenkonjunktur im Zeichen der Globalisierung gehören; andererseits der Blick auf die schöpferische Autonomie der Welt- und Wirklichkeitsentwürfe, deren bewusste Verortung im Hier und Jetzt zu exemplarischen Re-Lektüren von Topoi wie Natur, Geschichte, Technik, Sprache bzw. Sprachkrise einlädt.
Wissenschaftliche Beiträge von Jan Urbich, Carsten Rohde, Steffen Richter, Thomas Geiger, Stephan Turowski, Romina Nikolic, Jan Röhnert, Enza Dammiano, Elisabetta Villano, Lorenzo Licciardi, Valentina Di Rosa, Robert Hain, Daniela Allocca, Christian Stein.
Texte und Diskussionsbeiträge von Jürgen Becker, Marcel Beyer, Kathrin Röggla, Julia Schoch, Tom Schulz, Ulf Stolterfoth, Jan Wagner.


K. Wolbert, Scultura programmatica nel Terzo Reich. Corpi dogmatici, letali dettami di bellezza, traduzione di G. Schiavoni, M. A. Massimello, Allemandi, Torino 2018

Negli edifici pubblici di rappresentanza, in cui la NSDAP - il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori - volle mettere in scena con imponente grandiosità la sua potenza, alla scultura era riservato un ruolo di grande rilievo accanto all'architettura. Le opere degli scultori del Terzo Reich (da Arno Breker a Georg Kolbe e Josef Thorak, tra i tanti) dovevano conferire una realtà concreta alle figure dell'immaginario ideologico della NSDAP: erano quindi opere strettamente legate ai dettami razzisti dello Stato nazionalsocialista, presentate e osannate come esempi riusciti di affermazione dell'identità e della superiorità dei «tipi ariani». In questo volume Klaus Wolbert sottolinea la centralità del nudo nelle sculture del nazionalsocialismo, in un Terzo Reich in cui il primato della «bellezza» aveva anche lo scopo di far apparire lo Stato nazionalsocialista come tutore del «bello» e garante supremo di un ordine armonioso. La bellezza di imitazione «classica», tuttavia, nel pensiero programmatico degli ideologi dell'era hitleriana e nei nudi realizzati dagli scultori allineati con il regime, assunse anche una connotazione tragica: essa aprì la via, infatti, alla selezione e al declassamento dei corpi che non apparivano adeguati ai canoni «estetici» elaborati nei programmi ufficiali, squalificando così tutti gli individui che non risultassero sufficientemente «belli». Stigmatizzati come appartenenti a una «razza impura» o «inferiore», ad essi si aggiunsero i «disabili» fisici e mentali, gli «anormali» sul piano sessuale, i socialmente «miserabili». Su tutti costoro si abbatté l'ostilità integrale dei nazionalsocialisti: screditati quali esseri «spregevoli» e «ripugnanti» e infine considerati «indegni di vivere», furono internati in gran numero per essere destinati alla morte. Valendosi di un'ottica interdisciplinare, Wolbert scandaglia in modo approfondito le premesse concettuali cui poterono agganciarsi i nazionalsocialisti nella elaborazione delle loro linee programmatiche, si interroga su come interpretare la funzionalità politica connessa al potere attrattivo dei nudi nell'arte plastica nazionalsocialista e documenta in che misura anche gli scultori dell'era hitleriana fossero implicati, con le loro opere, in quell'immane annientamento di corpi che culminò negli abomini perpetrati dai nazisti.


G. Sampaolo (a cura di), E poi il silenzio. Nuove voci della letteratura austriaca, Editoriale Artemide, Roma 2019

Questo libro presenta ai lettori italiani sedici testi della più recente letteratura austriaca, privilegiando autori ventenni e trentenni – soprattutto donne – e attingendo a romanzi d’esordio usciti negli ultimi tre-quattro anni. Una “new wave austriaca” (De Villa) di cui si mostrano temi e linguaggi rappresentativi, dai registri neoclassici alla cultura pop: una letteratura caratterizzata da una grande pluralità e internazionalità che è in gran parte un’eredità dello “Stato dei molti popoli” asburgico col suo legame con l’Europa centro-orientale e balcanica da cui provengono non pochi autori. Relazioni di coppia instabili e volatili, il fenomeno della migrazione, il rapporto con la memoria storica, la finezza di indagine psicologica, spesso declinata nel registro dell’ironia.
Autrici e autori: Anna Baar, Bettina Balàka, Theodora Bauer, Birgit Birnbacher, Irene Diwiak, Laura Freudenthaler, Valerie Fritsch, Susanne Gregor, Lydia Haider, Elias Hirschl, Paulus Hochgatterer, Elke Laznia, Hans Platzgumer, Robert Prosser, Thomas Stangl, Daniel Zipfel.
Hanno tradotto i testi di questo libro – con l’eccezione della dott.ssa Paola Del Zoppo – allievi ed ex allievi dei corsi di traduzione del prof. Sampaolo.

Una collaborazione del Forum Austriaco di Cultura Roma con l’Università Roma Tre


E. Kästner, A. Focher (a cura di), Conosci quella terra ove fioriscono i cannoni?, Donzelli Editore 2019

Il volume presenta in prima edizione italiana 55 poesie e 23 epigrammi. L'ampio saggio finale inquadra la produzione lirica del poeta anche sulla base della saggistica dello stesso Kästner sul tema "Poesia del '900".


C. Adorisio, L. Bosco, Zwischen Orient und Europa. Orientalismus in der deutsch-jüdischen Kultur im 19. und 20. Jahrhundert, Narr Francke Attempto, Tübingen 2019

H. Wittenwiler, L’Anello. Poemetto svizzero dell’inizio del XV secolo. Testo e traduzione di passi scelti con introduzione e note di Roberto De Pol, Virtuosamente (Gruppo editoriale Castel Negrino), Aicurzio 2019

L. Crescenzi, C. Gentili, A. Venturelli (a cura di), Letteratura e identità europea. Per una storia dei ‘buoni europei’, Studi Germanici, Roma 2018

L’affascinante idea dei buoni europei, formulata da Nietzsche verso la fine del XIX secolo, ha esercitato più volte nel corso di quello successivo una influenza determinante – anche se talvolta sfuggente e quasi inafferrabile – sulla letteratura e la cultura europee. Ripercorrere la storia di questa idea attraverso alcuni momenti fondamentali è quanto si propongono i tredici contributi (S. Boccanfuso, M. Brusotti, G. Cerchiai, L. Crescenzi, M. C. Fornari, C. Gentili, P. Graglia, F. Niglia, A. Orsucci, S. Poggi, A. Venturelli, V. Vivarelli, M. Zanucchi) raccolti in questo volume, dedicato a Renata Colorni, e suddivisi in tre sezioni: I ‘buoni europei’: un’identità molteplice; L’intellettuale europeo: un esperimento europeo; Un’Europa possibile. Dalla fitta trama di riferimenti e di letture, che accompagna in Nietzsche la formulazione di tale idea, si giunge così a talune esperienze fondamentali dell’avanguardia europea e della cultura in cui essa fermentò – da Thomas Mann a Georges Sorel o Ernst Juenger – fino a pervenire ai fermenti politici del movimento paneuropeo e delle prime formulazioni del federalismo europeo. Questa storia ideale permette oggi di orientarci con maggiore consapevolezza sui problemi che accompagnano la definizione di una possibile identità europea.


M. Castellari, E. Polledri (a cura di), Studia theodisca – Hölderliniana III (2018)

Contributi di: Maria Arpaia, Lorenzo Pizzichemi, Sotera Fornaro, Christian Sinn, Bruno Duarte, Marco Menicacci, Jean-Pierre Lefebvre, Francesco Rossi ed Elena Polledri.
Recensioni di: Luca Crescenzi, Giulia Puzzo e Marco Castellari.
Il terzo fascicolo degli Studia hölderliniana, che escono come numeri speciali della rivista internazionale "Studia theodisca" (ISSN 2385-2917), è dedicato al tema Friedrich Hölderlin e la traduzione. Esso raccoglie studi e recensioni in lingua italiana e tedesca di studiose e studiosi attivi in Francia, Germania, Italia, Portogallo e Svizzera
Pubblicazione ad accesso aperto sulla piattaforma OJS 'riviste unimi' dell'Università degli Studi di Milano
riviste.unimi.it/index.php/StudiaTheodisca/issue/view/1350


D. Vecchiato (a cura di), Versi per dopodomani. Percorsi di lettura nell’opera di Durs Grünbein, Mimesis, Milano-Udine 2019

Saggi di Anna Maria Carpi, Anne Fuchs, Matteo Galli, Joanna Jabłkowska, Fabian Lampart, Albert Meier, Ernst Osterkamp, Italo Testa, Amelia Valtolina, Michele Vangi e Daniele Vecchiato. Con la traduzione inedita di un testo di Durs Grünbein.
Il volume, concepito come un companion per il lettore italiano, intende offrire – attraverso percorsi di lettura tematici e per opere – una panoramica sulla poesia e la saggistica di Grünbein, esplorando i nuclei essenziali della sua produzione (il corpo, la storia, la memoria, il dialogo con la filosofia e le arti) e al contempo ampliando l’orizzonte su territori critici nuovi e su testi più recenti. Il volume si chiude con una sezione dedicata alle poesie “italiane” di Grünbein, alla sua ricezione nel nostro paese e al suo rapporto con la tradizione letteraria italiana.


A. Costazza, Ladri di identità. Dalla falsa testimonianza alla testimonianza come finzione nella letteratura tedesca della Shoah, Mimesis, Milano-Udine 2019

Il tema delle analisi contenute nel volume è costituito dal delicato e complesso rapporto tra la finzionalità della testimonianza e la testimonialità della finzione letteraria. Il filo rosso che unisce le opere qui indagate è rappresentato dal furto d’identità e quindi dalla falsa testimonianza: in due casi l’argomento è oggetto della rappresentazione letteraria (La tela, di Benjamin Stein, e Il nazista e il barbiere, di Edgar Hilsenrath), mentre in altre due occasioni è l’autore stesso a essersi appropriato attraverso la scrittura di un’identità non sua (Frantumi, di Binjamin Wilkomirski, e La tana di fango, di Wolfgang Koeppen).


T. Baumann (a cura di), Reiseführer - Sprach- und Kulturmittlung im Tourismus. Le guide turistiche - mediazione linguistica e culturale in ambito turistico, Lang, Bern 2018

Die Beiträge dieses Bandes widmen sich typischen Textsorten und Kommunikationsformen, die für die Sprach- und Kulturmittlung im Kommunikationsbereich Tourismus relevant sind. Ausgangspunkt ist dabei der Reiseführer in seiner doppelten Bedeutung als ‘Person’ und ‘Buch’ als Prototyp touristischer Interaktion. Neben Untersuchungen zur Textsorte Reiseführer beschäftigen sich die Beiträge mit affinen Textsorten wie Destinationswerbung und reisejournalistischem Zeitungsartikel, sowie mit Stadtführungen als Form typischer mündlicher Interaktion. Die Vielfalt der methodologischen Ansätze (Text- und Diskurslinguistik, Pragmatik, Konversationsanalyse, Korpuslinguistik, Übersetzungsvergleich) bietet einige innovative und interessante Einblicke in die Mechanismen touristischer Kommunikation.
Der Band richtet sich an alle, die aus sprach- und kulturwissenschaftlicher Perspektive an interkulturellen touristischen Kommunikationsstrategien interessiert sind und möchte Anregungen sowohl zur weiteren theoretischen Reflexion als auch zur berufspraktischen Anwendung geben.


N. Leonardi, A. Nardi (a cura di), Linguistica e comunicazione d’impresa. Linguaggi e competenze, EUM, Macerata 2018

Linguistics and business communication. Languages and competences
Linguistik und Unternehmenskommunikation. Sprachen und Kompetenzen

Il mondo dell'impresa e quello scientifico-accademico sono caratterizzati da competenze e pratiche diverse. Essi convergono, tuttavia, in questo volume improntato a un'ottica plurilinguistica e multidisciplinare che vuole mettere a confronto approcci e metodologie applicative diverse. Il fulcro è posto in modo particolare sull'interrelazione delle discipline linguistiche con quelle economico-imprenditoriali per fornire risposte adeguate ai bisogni comunicativi più attuali.


D. Grünbein, I bar di Atlantide e altri saggi, traduzione di G. Cantarutti, S. Ruzzenenti, Einaudi, Torino 2018

I poeti sono spesso i migliori saggisti. Lo pensava Maria Corti, l'ha scritto recentemente Alessandro Piperno. Da Leopardi a Baudelaire, da Mandel'štam a Eliot, da Valéry a Brodskij, le riflessioni dei poeti sulla letteratura arrivano a illuminare nodi e zone d'ombra con un'efficacia e una capacità di coinvolgimento che raramente gli studi accademici hanno. È così anche con i saggi di Grünbein, una delle voci poetiche oggi più importanti nel panorama internazionale. Sono saggi perché affrontano temi come il rapporto fra poesia e morte, ma sono anche racconti autobiografici perché Grünbein mette in campo i suoi ricordi di Pompei ed Ercolano («Qualcosa che viene strappato al flusso delle cose, si raffredda e viene sigillato sottovuoto») o della montagna di macerie che i ragazzi di Dresda scalavano per divertimento, forse affascinati dalle rovine di quella «Pompei tedesca». Oppure il tema degli abissi come metafora letteraria che prende vita, ancora autobiograficamente, col racconto delle proprie esperienze di sub nei mari del mondo.

Grünbein è da sempre poeta-filosofo (non è un caso che abbia scritto il poemetto su Descartes) e il suo cruccio sta nella scissione tra poesia e filosofia che si è verificata a partire da Platone. La necessità di ritrovare una voce unitaria che riunisca poesia e filosofia è il filo conduttore del libro: uno dei più bei saggi (insieme a quello sulla Giostra di Rilke) sta a dimostrare come Nietzsche ci sia riuscito. Certamente i saggi di Grünbein sono anche preziosi per capire più a fondo le ragioni e le direzioni della sua poesia.


V. Scuderi, Performare la parola. Segno e disegno in Brigitta Falkner, Villaggio Maori Edizioni, Catania 2018

La produzione dell’autrice-artista austriaca Brigitta Falkner (Vienna, 1959) rappresenta un unicum all’interno del panorama della letteratura sperimentale di lingua tedesca. Si tratta di realizzazioni intermediali che uniscono parola e immagine all’insegna di un costante principio di ibridazione e di oltrepassamento dei confini, sempre mettendo in dubbio le forme letterarie codificate e costruendone di nuove. La chiave di lettura qui scelta è il doppio concetto di performatività e performance, che va dalla performatività del segno scritto dentro la scena della lingua (soprattutto all’inizio di questa produzione, nata seguendo le regole della scrittura à contrainte con anagramma, palindromo, lipogramma), a quella del disegno nella parola scritta ampliata in fumetto, dall’aspetto drammatico (con vere e proprie caratteristiche da «rappresentazione»), alla realizzazione di performance in forma di cortometraggio, l’ultima modalità in cui si amplia questa poesia immaginifica.