20-21 settembre 2018

Programma


Passaggi, transiti e contatti tra lingue e culture: la prospettiva della germanistica italiana
(a cura di Raul Calzoni e Manuela Moroni)

Le scienze umane hanno reso possibile lo studio delle lingue e delle culture come il risultato, sempre in evoluzione, di passaggi, transiti, contatti e influenze. Uno studio della lingua e della cultura tedesca, da questa prospettiva, dovrebbe, perciò, indagare i seguenti aspetti:

  1. attraverso quali strumenti si possono studiare le lingue e le culture, intese come entità dinamiche caratterizzate, da un lato, dal contatto linguistico e, dall’altro lato, dal transfert culturale?
  2. Come interagiscono lingua e cultura in queste dinamiche?
  3. Quale ruolo svolgono i processi traduttivi all’interno del transfert culturale?
  4. Cosa accade nei sistemi linguistici e culturali di partenza e di arrivo di un processo traduttivo, quando concetti, metafore e narrazioni migrano al loro interno?
  5. Cosa perdono e cosa guadagnano questi ultimi durante il transito da una lingua/cultura di partenza e una d’arrivo?
  6. Quale ruolo svolge la letteratura in questi transiti, in particolare nella sedimentazione nella cultura di arrivo di nuovi concetti, modi di dire, metafore e narrazioni che provengono da un altro contesto culturale e linguistico?
  7. Esistono limiti culturali e ideologici alla migrazione di concetti fra culture e lingue, che i processi traduttivi possono rendere visibili?

Gli articoli del fascicolo dovranno affrontare questi temi negli ambiti della letteratura, della lingua, della linguistica tedesca e della storia delle idee.

NOTA REDAZIONALE
I soci dell'«AIG», interessati a partecipare al fascicolo con un articolo, possono inviare un abstract in italiano o in tedesco (massimo 2500 battute) entro il 30.06.2018.
Fra le proposte pervenute, i curatori ne sceglieranno 10/12 entro il 15.07.2018.
Una volta conclusa la fase di selezione agli autori accettati saranno inviate le norme redazionali della rivista. La consegna ultima e improrogabile dei testi deve avvenire entro il 31.12.2018. Seguirà la fase di referaggio (double blind) e delle eventuali revisioni.
Abstracts e contributi, insieme a una nota biobibliografica, devono essere inviati a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


7-8 giugno 2018

Programma


Dal 28 al 31 maggio 2018, nell’ambito del Deutsch-Italienische Zusammenarbeit in den Geistes- und Sozialwissenschaften 2018, si terra a Villa Vigoni il Doktoranden/Post-Doktoranden-Kolloquium „Grenzen und Grenzüberschreitungen der Kultur: Hölderlin und Europa“, organizzato da Markus Ophälders, Verona, Albert Meier, Kiel, Elena Polledri, Udine.

Programma


Lunedì 21 maggio 2018, ore 16.00 Palazzo Ricci via Collegio Ricci, 10 – Pisa
Tipico tedesco. Quanto tedeschi sono i tedeschi? di Hermann Bausinger a cura di Luca Renzi - Edizioni ETS

Intervengono: Fabio Dei, Università di Pisa; Luca Renzi, curatore, Università di Urbino.
Cos’è tipicamente tedesco? La domanda può apparire banale, ironica, addirittura insinuante se con ciò si intende alludere a stereotipi negativi o addirittura infamanti. Hermann Bausinger, senza cadere nel banale o in specialismi inutili, analizza i vari stereotipi che spesso vengono attribuiti al popolo tedesco – dalle abitudini alimentari, all’amore per la natura, fino alla tipica tendenza regolamentatrice – citando filosofi, antropologi e politici, tedeschi e non.


«Vi è acrobatica ovunque si tratti di far apparire l'impossibile come un facile esercizio»; così il filosofo tedesco Peter Sloterdijk in un libro del 2009, Du mußt dein Leben ändern: Über Anthropotechnik (Devi cambiare la tua vita, ed. it. 2010). Il concetto di acrobatica e quello ad esso sotteso di “antropotecnica” si adattano bene al profilo intellettuale dell’artista delle avanguardie storiche, la cui intrinseca performatività si configura in tal senso come un esercizio ascetico di “acrobatica” estetica e spirituale, di rischiosa realizzazione di un progetto complessivo di rifondazione del proprio ruolo.
Tra provocatori richiami all’antico e vertiginose prospettive sul futuro, tra macchina e uomo, tra spirito e tecnica, l’uomo nuovo del primo Novecento è al centro di un convegno internazionale e interdisciplinare, che si pone lo scopo di offrire una prospettiva innovativa sulle avanguardie storiche (Dada, espressionismo, futurismo, surrealismo), in cui considerare quello avanguardistico come il ‘gesto assoluto’ di artisti che sulla scena volevano rifondare il mondo e la propria esistenza.

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